venerdì 9 novembre 2007

La Violenza

1. Quando si parla di metodologia di azione in riferimento alla lotta politica e sociale si allude spesso al tema della violenza. Ma vi sono questioni preliminari a cui questo tema non è estraneo.

2. Fin quando l’essere umano non avrà costruito una società pienamente umana, cioè una società nella quale il potere sarà detenuto dalla totalità sociale e non da una parte di questa (con la sottomissione e la reificazione dell’insieme), qualunque attività sociale si realizzerà sotto il segno della violenza. Perciò, quando si parla di violenza bisogna chiamare in causa il mondo istituito; e se a questo mondo si oppone una lotta non violenta, si deve mettere in evidenza, in primo luogo, che un atteggiamento non violento è tale perché non tollera la violenza. Quindi il punto non sta nel giustificare un determinato tipo di lotta, ma nel definire le condizioni di violenza che questo sistema inumano impone.

3. D’altra parte, confondere non violenza con pacifismo porta ad innumerevoli errori. Mentre la non violenza non ha bisogno di giustificazione in quanto metodologia d’azione, il pacifismo ha bisogno di stabilire quali fatti possono avvicinare od allontanare la pace, intesa come stato di non belligeranza, e di dare ad essi il giusto peso. Per questo il pacifismo tende ad occuparsi di un tema come quello del disarmo ed a farlo diventare la priorità essenziale di una società, quando in realtà la corsa agli armamenti costituisce un caso di minaccia di violenza fisica che deriva dal potere istituito da una minoranza che manipola lo Stato. Sia chiaro, il tema del disarmo è d’importanza capitale; ma il pacifismo, che si appella all’urgenza di questo problema, non potrà modificare il contesto della violenza neanche se le sue richieste venissero accolte, e di certo, non potrà arrivare a formulare, se non artificiosamente, alcun discorso di trasformazione della struttura sociale. E’ anche chiaro che esistono differenti modelli di pacifismo e differenti basi teoriche all’interno di tale corrente, ma in tutti i casi essa non è in grado di presentare una proposta di portata più vasta. Se disponesse di una visione del mondo di più ampio respiro, saremmo sicuramente in presenza di una dottrina che include il pacifismo. In tal caso dovremmo discutere i fondamenti di tale dottrina prima di accettare o rifiutare il pacifismo che da essa deriva.


Silo

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